Neuropsicomotricità Adulti

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Neuropsicomotricità Adulti2018-12-31T16:02:58+00:00

c’è una crepa in ogni cosa ma è da lì che entra la luce

La Pratica Psicomotoria offre anche agli adulti la possibilità di affrontare una ricerca personale sulla comunicazione, la relazione, l’espressività somatica e le emozioni, attraverso esperienze di tipo pratico e teorico.

L’espressività e il linguaggio del corpo possono costituire per gli adulti un importante canale di riappropriazione di livelli espressivi e comunicativi ormai inutilizzati, ma fondamentali per il proprio benessere psicofisico e per la relazione con quelle fasce d’età che li utilizzano invece in maniera prevalente (ad esempio i bambini). La comunicazione non verbale, la relazione tonico-emozionale, sono in grado di avvicinare all’altro passando attraverso una migliore percezione di sé; come si può “ascoltare” l’altro se non si può ascoltare se stessi? Tali attività, che si rifanno ai principi fondamentali della Pratica Psicomotoria (B. Aucouturier), comprendono momenti di lavoro pratico e momenti di rielaborazione al livello evolutivo del partecipante. Per questo motivo si può avere l’esigenza di predisporre programmi di intervento per l’ampliamento delle competenze assertive e regolative che coinvolgono soggetti diversamente abili.

Sempre maggiore importanza ha assunto nel tempo il ruolo della metacognizione nella comprensione e nel trattamento delle difficoltà riscontrate nei pazienti con difficoltà cognitive e comportamentali. In particolare, l’educazione metacognitiva è indirizzata alla formazione di quelle abilità mentali superiori  che vanno al di là dei processi cognitivi primari e permettono di divenire consapevoli di ciò che si sta facendo, del perché e del come lo si sta facendo (Castellani et al., 2010).

Studi sulla persone con ritardi di maturazione hanno infatti mostrato la presenza di un ridotto livello di consapevolezza metacognitiva circa l’importanza dell’uso di strategie, difficoltà nel mantenere nel tempo gli apprendimenti (problem solving, schemi motori) e di utilizzare in contesti nuovi ciò che si è precedentemente appreso in una specifica situazione (generalizzazione), con conseguenti effetti negativi sull’autostima e la motivazione (Baldi, 2004).

Comunicazione e movimento saranno l’obiettivo del lavoro che si propone in ascolto con i bisogni emergenti delle persone afferenti all’attività.

Social Skill Training:

E’ ricorrente constatare come i problemi comportamentali spesso associati a condizioni di disabilità mentale vengano affrontati prevalentemente facendo ricorso a strategie di contenimento, senza porre la necessaria attenzione anche alla costruzione di abilità sociali in grado di sostituire modalità inadeguate di affrontare le relazioni interpersonali. Al contrario, esistono numerosi studi che mettono in evidenza come un approccio centrato sul potenziamento delle abilità sociali possa risultare molto significativo per facilitare Per questo sembra sempre più incombente l’esigenza di predisporre programmi di intervento per lo sviluppo di competenze assertive che possano coinvolgere anche soggetti con disabilità mentale

Come si è visto questi pazienti infatti spesso mostrano modalità di relazione disfunzionali, sia con il proprio corpo sia con le persone che entrano in relazione con loro, modalità collegate a comportamenti aggressivi o passivi che aumentano il senso di inefficacia, frustrazione e isolamento e sono un fattore di rischio per l’insorgenza di problemi psichiatrici. Pertanto la costante attivazione protetta delle abilità sociali assume un ruolo significativo non solo come terapia ma anche come prevenzione.

La “Pratica“ neuropsicomotoria che si avvale di più competenze sul piano teorico/pratico, si inserisce in una possibile proposta globale poiché :

Facilita nella persona :

  • La percezione e la “conoscenza “ di Sé come persona,migliorando l’autostima
  • La percezione e la “ conoscenza “ dell’Altro,favorendo lo scambio
  • La percezione e la “conoscenza “  delle emozioni che sottendono i vari comportamenti,
  • La percezione e la conoscenza delle “leggi” emozionali e sociali che regolano i rapporti interpersonali.
  • Favorisce la simbolizzazione nell’attività costruttiva e grafica

FINALITÀ nell’AIUTO Individuale o di piccolo gruppo della neuro psicomotricità relazionale.

“L’idea fondamentale del metodo è una metodologia basata sulla ricerca clinica, sulla relazione ecologica tra corpo-mente-mondo, riletta alla luce del conoscere attraverso l’agire, la sua normalità e le sue patologie. Si fonda sull’ascolto empatico e sul principio che il modo d’essere, attuale, della persona guida l’educatore nel determinare, organizzare predisporre le situazioni, che possono condurre a ristrutturare alcuni passaggi evolutivi della persona, in accordo a quanto egli stesso indica attraverso il dialogo corporeo, all’interno della relazione stabilita fra lui ed il mondo esterno.”

Gli OBIETTIVI dell’aiuto in questo tipo di percorso potranno quindi adattarsi alle esigenze del singolo e variare all’interno di più tematiche quali :

  • Aiutare la persona a superare l’angoscia di perdita e la pulsione alla distruzione
  • Favorire l’emergere di segnalatori sociali ( contatto oculare, sguardo referenziale, sorriso, gesto deittico)
  • Aumentare i tempi d’attenzione
  • Aumentare i tempi d’attesa (maggior tolleranza della frustrazione)
  • Facilitare un uso più appropriato degli oggetti
  • Stimolare la comunicazione
  • Arricchire il vocabolario
  • Contenere alcuni comportamenti (iperattività, stereotipie motorie, condotte autolesive, ecc.)
  • Favorire nella relazione persona/ persona un atteggiamento più efficace rispetto modalità condivise di comunicazione e gestione pedagogica

 

Rispettando:

  • Lo spazio dell’affettività intesa come espressione emozionale del sé.
  • Lo spazio della comunicazione inteso come capacità di dare e di ricevere.

 

* Analisi della seduta Psicomotoria ed approfondimenti teorici – A.R.F.A.P. Convegno di B. Aucouturier dal 15.02 al 16.02.2003